Ciao a tutti, come state? Qui tutto bene, il caldo torrido è passato e qualche giorno di pioggia ha dato vigore alla natura assetata. Per fortuna qui non siamo più stati colpiti dalla grandine ma nel nord Italia ho visto molti danni soprattutto all’agricoltura. Questo clima che cambia radicalmente da una settimana all’altra favorisce sempre più questi eventi naturali molto violenti. Il giardino di casa si sta ancora riprendendo dalle due grandinate del mese scorso e dal secco ma nel terreno più alto e selvatico cominciano a fiorire le piante da clima caldo. Qualche piccolo esemplare di alcune aloe non ha retto alla settimana gelida di gennaio ma tutto il resto si sta confermando molto robusto come questo piccolo cespuglio con le foglie simili alle iris. La fioritura è sempre incredibile e colora di blu intenso l’angolo contro il tronco della Cryptomeria. È di provenienza sudafricana e quando le temperature toccano i -6/-7 gradi brucia un po’ le punte delle foglie che però ricrescono molto velocemente in primavera. La qualità della foto è pessima ma è stata fatta con il telefono.
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| Aristea ecklonii |
Più in basso ci sono le Bulbine, sia gialle che arancio,
anch’esse provenienti dal Sudafrica. Spiccano per la loro fioritura che dura
fino all’autunno. Non hanno risentito minimamente del freddo invernale e hanno
mantenuto un fogliame succulento e verde.
Tra gli arbusti apprezzo sempre questo sempreverde
californiano che mi era stato regalato da un amico. Le foglie sono
elegantemente lucide e lanceolate e produce grossi fiori bianchi che emanano un
buon profumo. Lei nel giardino di casa è quasi morta dal freddo ma nel terreno
più soleggiato è rinata e da quel momento continua a svilupparsi bene.
Tra le piante più strane c’è sicuramente la Lacrima della
Regina: probabilmente l’unica bromeliacea che può resistere a settimane di gelo
e neve senza avere nessun tipo di problema. Malgrado sia di origine Brasiliana
prospera in quel posto da anni proponendo ogni primavera i suoi colori
tropicali molto vistosi e dei fiori con sfumature blu molto accese.
Gli Hippeastrum sono piantati in un telo antimalerbe per
evitare che vengano soffocati dal prato e contemporaneamente vengono protetti
dal gelo intenso in inverno. Anche loro stanno sotto la neve e alle intemperie
di ogni stagione. I primi sono stati messi a dimora circa cinque anni fa e sono
stati tutti presi da scarti che erano da gettare. Dopo anni in piena terra sono
tornati vigorosi e la varietà bianca già fiorita lo scorso anno ha prodotto
addirittura due steli.
Mi piace sempre ricordare che siamo a 800 metri sul livello
del mare ma forse è proprio questo che aiuta nella coltivazione di piante da
caldo e da altitudini elevate dove la notte fa molto freddo. Questi non so
esattamente quale habitat prediligano: so che sono di origine sudamericana e
non sembrano soffrire per nulla il freddo alpino.
In una zona molto più asciutta ci sono diversi cisti. Uno
di dimensioni molto ridotte ha fiorito abbondantemente.
In cima al terreno c’è un Abies grandis, un abete di grandi
dimensioni che più superare i 70 metri di altezza. Sotto la chioma, in piena
ombra e in un terreno che raramente si bagna, prosperano le aspidistre che
stanno cominciando a moltiplicarsi bene. Due anni fa abbiamo provato questa
varietà che colora la punta di bianco e devo dire che funziona molto bene. Non
avevo molti dubbi vista la provenienza asiatica con clima freddo in inverno.
Molto vicino c’è una magnolia arbustiva originaria della
Cina e della Corea che produce un fiore davvero piccolo. Non ho la conoscenza
per dire che è il più piccolo fiore di magnolia esistente ma di sicuro è
davvero minuscolo.
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| Magnolia figo |
Quest’anno matureranno per la prima volta le bacche del
pepe del Sichuan che non vedo l’ora di poter utilizzare. È una pianta cinese
che forma molti aculei sul tronco ma anche sulle foglie. In pratica è tutta
molto pungente ma se si stropiccia produce un forte profumo di limone,
caratteristica che ha anche la bacca.
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| Zanthoxylum piperitum |
Dall’America del nord ci sono poi tutte le piante carnivore
che sono state divise e ora occupano diversi metri quadri in una zona sempre
molto umida. Ce ne sono diverse varietà ma tra le più alte c’è questa di circa
mezzo metro che cresce vicino al tronco di una Metasequoia.
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| Sarracenia |
Come già detto il clima di questi mesi è stato pazzo ma le
piante del giardino in un modo o nell’altro si sono riprese in poco tempo.
Alcuni alberi invece non ce la fanno per via degli sbalzi continui e dal
cambiamento climatico per esempio le sequoie giganti che da anni faticano a
moltiplicarsi. Gli esemplari viventi hanno spesso problemi di parassiti ma
soprattutto di funghi che creano molto disseccamento soprattutto verso le cime.
Se questi alberi millenari cominciano ad avere molte difficoltà in tutto il
mondo vuol dire davvero che qualcosa non va. Uno dei miei esemplari sta subendo
il disseccamento da anni malgrado i trattamenti e quest’inverno ha fatto
seccare anche un metro di punta. Malgrado questa mutilazione la terrò fino al
suo ultimo respiro.
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| Sequoiadendron giganteum |
La varietà azzurra cresce vigorosa, senza problemi e molto
velocemente. Spero che lei possa prosperare senza i problemi elencati prima.
Io per oggi vi saluto e vi auguro una buona estate.
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| Sequoiadendron giganteum 'Glaucum' |













