domenica 26 febbraio 2017

Comincia un nuovo anno

Ciao a tutti come state? Mese molto scarso di post questo ma il lavoro ha assorbito quasi tutto il mio tempo e la mia buona voglia. Questo fine settimana però, mi sono interamente dedicato al giardino che doveva essere pulito e preparato per la nuova stagione. Devo dire che qualche pianta non ha superato la stagione fredda soprattutto per via della tremenda siccità autunnale che ha fatto soffrire le più bisognose d'acqua. L'inverno freddo ha pure ritardato un po' le prime fioriture ma si può godere lo stesso di tutti i bucaneve che in questi giorni spiccano nelle aiuole spoglie.

I primi sono sempre questi a foglia larga e verde che nella zona del calicanto creano una macchia sempre più grande e vistosa.

Galanthus woronowii
I nivalis a fiore doppio sono ormai una conferma da qualche anno. Fa impressione pensare che questi hanno quasi 40 anni in quanto li ho prelevati da un giardino abbandonato di una vecchia casa in fase di abbattimento. Mi vien male pensare che le altre centinaia di bulbi presenti andranno persi nella demolizione.

Galanthus nivalis 'Flore Pleno'
I nivalis classici fioriscono invece dietro i campanellini invernali che sono in giardino da poco.

Leucojum vernum
Di precoce ci sono anche un po' di ellebori che si fanno notare veramente solo a fine inverno come questo bellissimo tibetano rosa che da un paio di anni fiorisce nell'aiuola contro il muro.

Helleborus thibetanus
Questo esemplare invece non ricordavo di averlo fino a quando non è spuntato dalla pacciamatura. Dovrebbe essere, dall'etichetta, un ibrido di hercegovinus.

Helleborus Hercegovinus Hybrids
Tra i più classici c'è il niger che cresce spontaneo su alcune montagne calcari della zona.

Helleborus niger
A dare l'inizio ai crochi ci pensano questi gialli che ogni anno fioriscono nell'aiuola del piazzale.

Crocus chrysanthus
Io per oggi vi lascio perché mi attendono dei giorni duri! Una buona settimana a tutti voi anche dai miei nuovi acquisti.

Prunus 'Snow Fountains'
Prunus subhirtella

domenica 29 gennaio 2017

L'unica vacanza

Ciao a tutti come state? Spulciando il blog ho notato che l'anno scorso avevo già qualche ciclamino in fiore. Non si può dire lo stesso di questo periodo freddo dove il terreno è stato ghiacciato per settimane senza vedere una goccia d'acqua. Fortunatamente da giovedì dovrebbe piovere e le temperature minime saliranno di poco sopra lo zero riaccendendo così il mondo vegetale.

Siccome il giardino non ha nulla da mostrare pubblico qualche immagine dell'unica vacanza che sono riuscito a fare negli ultimi anni a Bolzano.

Sono stato ospite dell'amico Gabriele che mi ha portato a vedere dei vivai molto interessanti ma soprattutto i giardini di Castel Trauttmansdorff a Merano.

Ancora prima di varcare il ponte che porta all'entrata del castello si possono vedere bellissime vasche di piante annuali tipiche della zona.


Dopo i primi 5 minuti di visita, mentre si sale verso il castello, si può ammirare la cosa più impressionante del parco: un migliaio di metri quadrati di scarpata piantati con phlox, gaure bianche e crocosmie rosse. L'immagine non rende giustizia ma vedere una tale estensione tutta omogenea toglie davvero il fiato.


Poco distante c'è un grande angolo di salvie provenienti da tutto il mondo. Purtroppo di molte varietà tardive abbiamo potuto ammirare solo le foglie e i nomi sui cartellini.


Mentre si prosegue sul sentiero si trovano zone ombreggiate dove il sottobosco è composto da bellissime varietà di ortensia.


Sempre sul sentiero colpiscono l'occhio enormi macchie di piante annuali! Posso solo immaginare la pazienta nel metterle a dimora!



Ma per colpire me ci vuole ben altro e voi lo sapete! Infatti ad addolcire la vista dopo tutto quel kitch stagionale ci pensa questo bellissimo angolo di perenni dai colori caldi e invitanti.


Quando vedo queste aiuole mi sale l'invidia! Perché non ho lo spazio a casa per creare qualcosa del genere? Se volessi farlo dovrei espellere dal giardino un centinaio di altre perenni quindi mi accontento di vedere queste bellissime macchie nei giardini di altri! In contrapposizione all'aiuola vista sopra, dopo un tornante del sentiero, sbuca quest'altra composta in prevalenza da flox bianchi!


A compensare queste meraviglie c'è però una spiaggia di sabbia e non aggiungo altro.


Da qui siamo scesi verso la parte più elaborata dei giardini.



Qui tutto è più elaborato, più ordinato, più sofisticato e le aiuole dietro o tra le siepi di tasso sono tutte da scoprire.



Io amo queste aiuole contornate dalle siepi geometriche di conifera! Da qui si scende poi verso il laghetto accompagnati da aiuole rocciose che fanno da bordo al sentiero.


Enormi perenni da terreno umido dominano lo specchio d'acqua.


Dopo tanto camminare ci vuole un po' di riposo su una suggestiva panchina.


Io per oggi vi lascio consigliandovi vivamente di visitare il parco nel caso foste nelle vicinanze. Mi scuso per la brevità dei testi ma sto passando un periodo un po' complicato quindi non ho il tempo di redigere qualcosa di più articolato. Buona settimana a tutti voi e buona fine di gennaio.

sabato 7 gennaio 2017

Naret

Ciao a tutti e buon anno! Come state? Passate delle buone feste? Qui, come in tante zone d'Europa, è arrivato un gran freddo e visto che la natura è ferma approfitto per rispolverare una bella gita in montagna fatta questa estate.
Durante l'anno ho in genere 4 settimane di ferie e gran parte di esse sono occupate dal giardino ma soprattutto dall'altro terreno. Alcuni giorni per rilassarsi devono comunque essere presi e li passo di norma sulle montagne della zona che non hanno nulla da invidiare ad altre parti del mondo prese di mira dai turisti. Bisogna anche dire che abito in una regione dove in poco più di un ora si riesce a passare dal un clima quasi tropicale come quello di Brissago a quello più alpino dove in agosto c'è ancora la neve.


La zona è quella del Naret, in alta Vallemaggia. Personalmente amo questi luoghi perché offrono sia spettacoli quasi lunari come quelli dell'immagine sopra sia delle classiche vedute alpine con i laghetti.


Si può arrivare fino alle dighe con l'automobile ad un altezza di 2300 metri e da li si possono percorrere diversi sentieri che costeggiano creste e laghetti vari a dipendenza del percorso scelto. Se poi si ha la fortuna di trovare una giornata perfettamente limpida si può godere del bellissimo azzurro dei lago grande.


Lungo i sentieri percorsi non è stato difficile trovare ancora la neve che sciogliendosi crea dei bellissimi ruscelli con acqua limpidissima. Uno spettacolo offerto solo dalle montagne dove sono situati i nostri ultimi ghiacciai.


La zona non è fiorifera come i già discussi laghi di Chiera o il Lucomagno ma propone lo stesso bellissime fioriture tipiche delle Alpi. Un esempio classico è questo ranuncolo bianco che ama particolarmente l'acqua. Come molte piante alpine è di ridotte dimensioni ma spicca ai lati dei torrenti o delle pozze umide.

Ranunculus alpestris
Sempre nelle vicinanze, lungo il sentiero che porta alla capanna del Cristallina, si trova una gran quantità di genziane, quelle più classiche che tutti conoscono.

Gentiana acaulis
Solitamente è impossibile non vederle visto il loro blu quasi perfetto che però, a parer mio, è battuto alla grande dalle loro parenti più piccole.

Gentiana brachyphylla
Dopo aver preso un altro sentiero per raggiungere il lato nord del lago grande si attraversano dei grandi prati incontaminati che offrono dei bellissimi colori vivaci.

Geranium sylvaticum
Bartsia alpina
Da qui si risale verso una bocchetta con vista sulla Leventina e il suolo particolarmente asciutto e sassoso favorisce la crescita di altre essenze come queste margherite minuscole che apprezzo sempre molto.

Leucanthemopsis alpina
Una tra le specie che mi ha colpito di più cresce su terreni completamente ghiaiosi ma offre un piccolo spettacolo azzurro cielo che fa rimanere a bocca aperta, soprattutto se pensiamo che il tutto si sviluppa in qualche centimetro di diametro.

Myosotis alpestris
Raggiunta finalmente la bocchetta dopo mezz'ora di salita si può fare una pausa godendo della vista sulle Alpi più interne ma anche sulla geologia che porta alla vista i diversi strati rocciosi di cui sono fatte queste montagne.


Qui le rocce sono ricoperte da un leggerissimo strato di terra che però è sufficiente a far proliferare alcune perenni molto interessanti come le armerie.

Armeria alpina
Dove il suolo è più roccioso si possono trovare anche delle saxifraghe minuscole in compagnia di alcuni nontiscordardime come quelli visti in precedenza.

Saxifraga bryoides
Sempre sui sassi si sviluppa una delle piante più affascinanti di queste montagne. Credo sia una Silene ma non sono totalmente sicuro. Senza fiori sembra addirittura un muschio ma poi si tinge interamente di rosa.

Silene acaulis
L'ultimo sentiero riporta alla diga ma lo spettacolo non finisce grazie alle arniche che fioriscono nei prati con la vista sul lago.

Arnica montana
Io consiglio sempre di fare delle passeggiate in montagna visto che abbiamo la fortuna di avere le Alpi a pochi passi da casa. Il problema del giorno d'oggi è che la pubblicità ci bombarda con queste mode di viaggiare nel mondo, cosa assolutamente non sostenibile e distruttiva per la natura che a volte non è nemmeno così soddisfacente per noi che lo facciamo. Se vivessimo in un luogo orrendo posso capire la voglia di viaggiare lontano ma l'Italia e le Alpi svizzere sono conosciute a livello mondiale e un motivo ci sarà. Forse abbiamo dimenticato di apprezzare le cose che abbiamo intorno o forse non ci accontentiamo più nemmeno di quelle.

Per oggi vi saluto e vi faccio i migliori auguri per questo nuovo anno.

domenica 18 dicembre 2016

Nel terreno più selvatico

Ciao a tutti come state? Visto che il giardino è in riposo cominciano i lavori seri nell'altro terreno. Dopo un anno di manutenzioni, come il taglio di quasi 6000 metri di prato almeno due volte l'anno e il controllo dei danni degli animali, ora è tempo di sistemare il vecchio giardino che anni fa è stato devastano dalla frana che si è staccata dal prato subito dietro. È l'unica parte di terreno dove tengo perenni e arbusti di piccole dimensioni.


Purtroppo, sempre per via della vecchia frana, non c'è più la recinzione che teneva fuori gli animali e puntualmente le bestie selvatiche si divertono a mangiare tutte le piante. Per questo nelle prossime settimane voglio ripristinare la recinzione in modo da poter inserire altri arbusti senza troppe preoccupazioni.



Questi sono sempre vicino a casa ed ogni volta si fanno vedere, soprattutto in inverno quando la vegetazione è spoglia. Fanno dei disastri terribili, spaccano le piante e le sbucciano fino a farle seccare; tutto deve essere protetto, soprattutto le resinose e le sempreverdi.


Le piante nel prato dietro la casa sono ormai a dimora da anni e cominciano a farsi vedere come la sequoia gigante in primo piano che ha iniziato a crescere velocemente solo nelle ultime due stagioni.

Sequoiadendron giganteum
Dovrà stare in gabbia ancora per una decina d'anni prima di poterla impalcare ad un paio di metri da terra in modo che gli animali non abbiano la possibilità di danneggiarla. Spero continui a crescere in modo esponenziale per poterla vedere bella grande in futuro!

Una trentina di metri più in la c'è la sua sorella azzurra sulla quale punto molto in quanto è messa a dimora direttamente nel composto di foglie prodotto da una ventina d'anni. Inoltre l'enorme compostiera è posta in fondo ad una scarpata asciutta dalla quale sono stati rastrellati i sassi del terreno prima che divenisse prato. Il risultato è che la sequoia azzurra ha le radici in terreno super fertile e drenato.

Sequoiadendron giganteum 'Glaucum'
Dietro di lei, in terra da circa tre anni c'è un'altra sequoia di quelle che crescono oltre i 100 metri nel loro habitat naturale. Quest'anno deve aver trovato con le radici la compostiera dato che ha sviluppato una punta di oltre un metro e mezzo! Non vedo l'ora di vedere cosa sarà capace di fare il prossimo anno!

Sequoia sempervirens
Sempre in quella zona anche il bellissimo castagno variegato è cresciuto molto già nella sua prima stagione! Devo dire che anche quelli selvatici si sono ripresi molto bene dopo i molteplici attacchi del cinipide che ultimamente non è quasi più presente in questa zona.

Castanea sativa 'Variegata'
Più vicino alla casa prosperano vecchi regali piantati anni fa. Stranamente queste piante non vengono apprezzate dalla fauna selvatica della valle.

Abelia chinensis
Miscanthus sinensis 'Variegatus'
Io per oggi vi lascio con le radici di alcuni bellissimi faggi selvatici! Buona settimana a voi e buon natale!




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