venerdì 4 gennaio 2019

Val d'Ambra

Ciao a tutti come state? Spero vivamente che le festività stiano andando bene. Qui ha fatto freddo intorno a Natale ma poi è arrivato il vento da nord e oggi c’erano addirittura 15 gradi. Come accade sempre più spesso il freddo vero arriverà a fine gennaio o in febbraio. In giardino tutto è fermo tranne le classiche fioriture invernali come quelle degli ellebori, del calicanto o del ciliegio da fiore che sporadicamente mostra i fiori fino alla vera e propria esplosione in marzo. Anche nell’altro terreno la natura è ferma ma l’inverno mi da la possibilità di fare qualche lavoro di manutenzione alla casa e al terreno, soprattutto dove ci sono le recinzioni con i pali di legno. Al contrario del giardino di perenni, nell’altro terreno è più caldo malgrado l’altitudine sia maggiore. Grazie all’esposizione a sud del bosco la zona non è mai gelida e passeggiarci è sempre un piacere.

In generale il bosco offre sempre il clima perfetto in ogni stagione soprattutto durante le frequenti canicole estive ed è per questo che nelle ferie cerco sempre di trovare qualche luogo nuovo nella regione da visitare.

Quest’estate ho scelto degli itinerari nella zona del Passo del San Gottardo ed una bella mattina calda di luglio sono partito con la paura che il sole caldo mi cuocesse anche sopra i 2000 metri ma mi sbagliavo; una nebbia incredibilmente fitta e un vento gelido hanno reso il viaggio vano. Approfittando dell’ospizio e di una buona colazione ho cercato un tragitto alternativo da percorrere più a sud, lontano dalla zona alpina che oggi non voleva proprio mostrare il sole.

Per caso mi sono imbattuto in un sito internet che parlava della Val d’Ambra e di un sentiero che la percorre interamente compiendo un giro in circolo sui due lati che infine riporta al parcheggio di partenza. Devo dire la verità, prima della partenza non mi aspettavo nulla di particolare visto che dalla cartina non risultavano laghetti o punti dalla vista eccezionale ma il dislivello era poco e quindi favorevole per una passeggiata non così impegnativa.




Dopo circa 45 minuti a piedi dal parcheggio il sentiero diventa pianeggiante e la vista si apre sull’imbocco della valle dove sporadicamente si possono trovare cascine in sasso tipiche della zona.


La valle è molto ripida ma il sentiero è largo, ben tenuto e percorribile facilmente da tutti. A metà del lato nord si riesce a vedere la fine della valle che nei punti più distanti sfocia sulle cime della val Verzasca. Noi però dobbiamo attraversare il fiume ai piedi di quella curiosa montagna al centro.


La percezione è quella di trovarsi in una valle diversa dalle altre che abbiamo nella regione. Le cascine presenti all’inizio vanno a scomparire ma il sentiero rimane largo ed in alcune zone anche pavimentato in sasso. Dopo circa 2 ore di percorso finiamo il sentiero sul lato nord e con sorpresa troviamo il ponte ad arco fatto in pietra che attraversa il fiume a più di venti metri d’altezza. Una costruzione imponente per un tratto di strada che probabilmente non era così percorso nemmeno dai contadini. Un’altra curiosità è costituita dal bosco: sul lato esposto a sud è luminoso, di latifoglie e composto da un fitto sottobosco mentre sul lato esposto a nord sono presenti unicamente conifere. Questo succede prevalentemente per l’esposizione alla luce e alle temperature ma vedere uno stacco del genere solo attraversando un ponte lungo 30 metri è piuttosto impressionante.






Arrivati qui cominciamo il sentiero che torna verso la partenza e dopo circa mezz’ora dal ponte possiamo trovare un bellissimo spazio aperto piano e tre vecchie cascine, praticamente le uniche su questo versante.



Qui ci fermiamo per riposare qualche minuto già entusiasti per la scoperta di questo bellissimo luogo ma poi è arrivato il pezzo forte: uno spettacolare fiume che scorre direttamente sul granito levigato creando molte piscine naturali limpidissime; da vedere assolutamente.



Proseguendo nel bosco di abeti si possono trovare esemplari centenari con dei diametri notevoli.



Verso la fine, con l’abbassarsi di quota, il bosco tende a tornare misto e sopra un bellissimo tratto di sentiero pavimentato in sasso sbuca un faggio secolare con delle spettacolari radici che sembrano state disegnate direttamente sulla roccia.


La camminata, fatta in tranquillità e con diverse fermate, dura circa 5 ore ma il dislivello si aggira sui 300 metri quindi la fatica è minima. La valle è affascinante, offre sempre qualche scorcio interessante, diverse sorprese e tante varietà vegetali, soprattutto nelle strane vene calcari di roccia presenti in mezzo al granito. Io ci tornerò sicuramente in primavera ma consiglio vivamente a tutti quelli che hanno la possibilità di visitare questa bellissima zona, purtroppo ancora poco conosciuta.


sabato 3 novembre 2018

Cambio del clima

Ciao a tutti come state? In questo travagliato periodo autunnale il clima è decisamente cambiato rispetto ai mesi scorsi. Passare dal caldo asciutto a questo freddo molto umido senza nessuna transizione è stato terribile, soprattutto al lavoro dove si è passati dalla maglietta alla mantellina da inverno in poco meno di una settimana. Tralasciando i temporali disastrosi della scorsa settimana direi che la pioggia ha ridato vita ai fiumi e sulle montagne più alte è caduta parecchia neve. Stranamente le temperature sono ancora alte per la stagione e il giardino, rinvigorito dalle piogge, è tutto fiorito e si respira l’aria di una seconda primavera.


Le salvie, gli ultimi aster e gli eupatori la fanno da padroni anche se un po’ ovunque si possono trovare le rabdosie, perenni robuste e vigorose che proprio in queste settimane colorano di blu quasi tutte le aiuole del giardino. È una perenne che dopo qualche anno dall’impianto comincia a disseminarsi molto ma si può moltiplicare anche per talea molto facilmente.

Rabdosia longituba
La gente spesso chiede di avere questo colore blu in giardino perché a quanto pare, l’idea collettiva, è che quel colore sia raro in giardino. In realtà lavorando con le perenni è molto facile trovarlo nelle salvie, delfinium, aconiti ma anche nelle bulbose e in numerose altre specie.


Un colore che spicca particolarmente in questi giorni scuri e umidi è il bianco, soprattutto quello dell’ultima cimicifuga, quella a foglia verde.

Actaea simplex 'White Pearl'
È una perenne piuttosto robusta se piantata con le giuste condizioni: terreno mai troppo asciutto e una mezz’ombra che tiene fresca la base dell’esemplare. Personalmente trovo che messa a dimora in mezzo ad altre essenze perenni riesca a sopportare meglio anche la calura estiva. Se si preferisce invece una fioritura bianca molto più robusta e senza nessun tipo di avversità bisogna usare la margherita giapponese. Si tratta di una margherita autunnale che protrae la sua fioritura fino a novembre inoltrato; spesso va sostenuta con un tutore per via della morbidezza degli steli. È facilissima da riprodurre per talea durante tutto il corso della stagione.

Nipponanthemum nipponicum
All’inizio del giardino anche l’agerato a foglia scura illumina la zona.

Ageratina altissima 'Chocolate'
Un tipico fiore di stagione è il Tricyrtis che ormai si trova in vendita ovunque. Ci sono tantissime specie e varietà che spaziano dal bianco al viola fino al giallo ma dato che sono perenni che spesso e volentieri camminano molto ho dato spazio solo all’hirta di color chiaro. In questo caso fiorisce davanti alla Gillenia che in autunno tinge le sue foglie di arancio.

Tricyrtis hirta
Le graminacee in giardino sono poche ma in questo periodo si nota il bel penniseto a spiga scura. Purtroppo in quella zona non ci sono fioriture autunnali perciò dovrò cambiargli posto per abbinarlo a qualche essenza tardiva.

Pennisetum alopecuroides 'Moudry' 
Tra i più importanti bulbi autunnali ci sono le nerine. Qui fioriscono molto bene ma solo ogni due anni anche se per fortuna un singolo esemplare ha deciso di fiorire anche ora.

Nerine bowdenii
Io per ora vi lascio con due piccole bellezze autunnali. Auguro a voi tutti una buona continuazione.

Spiranthes cernua

Cyclamen hederifolium

domenica 30 settembre 2018

Benvenuto autunno


Ciao a tutti come state? È passato più di un mese dall’ultimo post e in autunno un periodo così lungo trasforma il giardino con gli stessi ritmi della primavera. È finito il periodo di flox, echinacee e hoste permettendo ad altre perenni di farsi notare. I settembrini sono tra queste ma insieme spiccano anche le salvie e le cimicifughe. Una di queste ultime è particolarmente bella e profumata anche dopo la stagione estremamente calda.


Actaea simplex 'Pink Spike'

Le varietà a foglia rossa le trovo più delicate rispetto alla specie classica ma dopo cinque o sei anni, quando sono adulte, diventano piuttosto affidabili anche se tendono a soffrire molto la siccità in concomitanza con le alte temperature. Un terreno fresco e mai troppo asciutto garantisce un’ottima riuscita e una straordinaria fioritura molto apprezzata dalle api.

Nella stessa aiuola si trova una perenne della stessa specie ma con portamento leggermente più ridotto e fioritura perfettamente verticale. Le foglie sono di un bel verde lucido e formano un cespuglietto compatto di meno di quaranta centimetri.

Actaea japonica
Nella parte più soleggiata del giardino le salvie cominciano la loro grande fioritura. In questo angolo la grande ‘Blue Enigma’ sovrasta la generosa uliginosa che sta in compagnia del Calamagrostis brachytricha.


L’occhio cade subito sul settembrino nato li per caso anni fa ma la vera regina dell’aiuola è la Salvia ‘Blue Enigma’, perenne imponente, di lunga fioritura e adatta a fare da sfondo con la sua alta fioritura azzurra. Pur essendo una guaranitica resiste benissimo al gelo e all’umidità invernale.

Salvia guaranitica 'Blue Enigma'
Molto meno resistente è la ‘Amistad’ a dimora in un’altra aiuola. Cresce anch’essa fino al metro e mezzo fiorendo dall’estate fino ai geli ma al contrario di quella sopracitata non sopporta il freddo dell’inverno e l’unico modo per farla arrivare alla prossima primavera è produrre delle talee da svernare nel letturino.

Salvia 'Amistad'
Settembre è ovviamente il mese dei settembrini che in giardino sono sparpagliati un po’ ovunque. Uno di quelli che preferisco è compatto, fiorifero e tollera benissimo l’oidio. Davanti alla Persicaria ‘Ballet’ crea davvero un bel effetto.

Symphyotrichum 'Little Carlow'
Altro settembrino ma sconosciuto è quello che sbuca dalle piccole graminacee dell’aiuola contro il muro. Lo apprezzo particolarmente per la statura ridotta e per il contrasto di colore che forma assieme al Miscanthus ‘Little Bar’.


Nella stessa aiuola a creare lo sfondo c’è il gigante, un settembrino che arriva tranquillamente a due metri d’altezza e che pian piano si sta propagando in tutta l’aiuola, addirittura in mezzo al Chrysopsis giallo.

Symphyotrichum 'Vasterival'
L’aiuola sotto al ciliegio è ancora molto colorata e sullo sfondo si può ammirare il cuor di Maria rampicante in giallo.


Cresce oltre i tre metri e ricopre tutto con i suoi fragili rami molto fioriferi, dall’estate fino ai geli.

Dactylicapnos macrocapnos
Il primo eupatorio del giardino è quello a fiori viola. Cresce velocissimo e si propaga per radice e per seme. Solitamente ne strappo centinaia di piantine ma quella vicino all’aiuola tonda lo lascio sviluppare perché assieme alle altre essenze autunnali da un forte tocco di colore davanti alle finestre di casa.


Conoclinium coelestinum
Io per oggi vi lascio in compagnia di qualche fioritura delle scorse settimane. Auguro a tutti una buona settimana.

Eomecon chionantha
Clematis heracleifolia
Kirengeshoma palmata



domenica 26 agosto 2018

La prima aria autunnale


Ciao a tutti come state? Oggi si respira un’aria diversa, fresca per la prima volta dopo mesi, quasi autunnale. Le piogge nelle scorse settimane hanno ravvivato un po’ la natura ed il tutto fa pensare che le fioriture autunnali saranno colorate e generose. Quelle estive non sono state tra le migliori di questi anni, il caldo torrido le ha rovinate malgrado l’irrigazione sia stata quasi giornaliera. Due settimane fa, per la siccità, il comune ha dato delle restrizioni sull’utilizzo dell’acqua ma dopo qualche giorno è cominciato il periodo dei temporali e grazie a questi il giardino si è salvato permettendo anche alle perenni rifiorenti di farsi notare.


Il phlox arancione è fortemente rifiorente e l’abbassamento delle temperature ha giovato alla sua bella pannocchia colorata. È di sicuro il mio preferito per via della sua rusticità e resistenza alle malattie.

Phlox paniculata 'Orange Perfection'
Poco distante si trova una varietà a fiore lilla, anch’essa resistente al caldo ma più soggetta all’oidio.

Phlox paniculata 'David's Lavender'
La fine del caldo segna lo sbocciare delle rudbekie, sempre bellissime con il loro giallo intenso. Sono perenni semplici, a volte quasi scontate ma che non si ammalano mai e si disseminano facilmente un po’ ovunque. In giardino sono state messe a dimora nell’aiuola rotonda più di dieci anni fa, vicino alle hosta profumate tutt’ora in fiore.

Rudbeckia fulgida 'Goldsturm'

Strappo centinaia di piantine nate da seme ogni primavera ma a volte alcune mi sfuggono e vanno quindi a fiorire anche a decine di metri di distanza.


Le echinacee hanno superato alla grande il caldo e non hanno riportato nessuna bruciatura.

Rudbeckia subtomentosa 'Henry Eilers'
Alle loro spalle è quasi in piena fioritura la Rudbeckia subtomentosa ‘Henry Eilers’ con i suoi bei petali gialli a forma di cucchiaino. La fioritura a pallini bianchi appartiene invece alla Succisella, in fiore da molte settimane e molto apprezzata dalle api.

Negli anni ho piantato in giardino molte lobelie che col tempo sono sempre deperite, probabilmente per via del caldo e del secco estivo. Negli anni ne è sopravvissuta solo una, la più robusta e resistente alla siccità.

Lobelia x speciosa 'Hadspen Purple'
Nella stessa aiuola spiccano molti fiori di questo coreopsis giallo che in autunno inoltrato si tingerà in parte di rosso.

Coreopsis 'Redshift' 
Io per ora vi lascio con questa bella hosta dalle foglie piccole ma dal fiore grande. Una buona settimana a tutti voi.



martedì 24 luglio 2018

Belle sorprese malgrado il caldo

Ciao a tutti come state? Pare che dallo scorso post, nel quale si parlava di piogge frequenti, la situazione si sia ribaltata completamente: da quel momento l’estate si è fatta sentire con picchi di 34 gradi in giardino. Fortunatamente ogni settimana arriva almeno un temporale a portare un po’ di generosa pioggia che le ultime due volte è caduta lentamente, senza provocare inondazioni o altri danni legati all’acqua. Con mia sorpresa le piante stanno reagendo bene anche se ovviamente un po’ bisogna innaffiare, soprattutto nelle zone dei flox visto che un paio di piante mi hanno già abbandonato seccando completamente fino alla base.

Tra le fioriture più vistose delle scorse settimane ci sono di sicuro i gigli arancioni di Gabriele che quest’anno si sono producendo una quantità di infiorescenze piuttosto importante. Purtroppo sopra i 30 gradi i singoli fiori durano meno superati di due giorni ma il gran numero proposto da questi bulbi non lo fa notare.

Lilium henryi
L’altezza che raggiungono è ragguardevole perciò devo legarli ad un tutore per poter riuscire a camminare sul vialetto di sasso.

Queste temperature bruciano anche le rose ma per fortuna sono contornate da perenni che sopportano il caldo meglio di loro e ne compensano la mancanza.

Nell’aiuola del cornus, le echinacee bianche spiccano in mezzo ad altre perenni che fanno la lotta per accaparrarsi un minimo di spazio per prosperare.

Echinacea purpurea 'Alba'
Con sorpresa sono tornate a trovarmi le echinacee arancioni. Circa 3 anni fa le avevo comperate già fiorite e poi erano subito seccate ma in primavera sono rispuntate prepotentemente a 3 metri di distanza. Credo che ce ne sarebbero state di più ma in aprile strappo sempre migliaia di piantine a fiore rosa nate da seme e probabilmente alla piazza di compostaggio sono finite pure un po’ di quelle arancio.

Echinacea 'Tiki Torch'
Nelle vicinanze la belamcanda si fa notare ma anche lei, come il giglio, soffre questo caldo torrido e i suoi fiori non durano più di qualche ora. Negli anni ha sempre prodotto tantissimi semi ma non ho mai trovato nessuna piantina nata spontaneamente durante la stagione. Questa primavera invece, non so come mai, ho scoperto molti giovani germogli nelle aiuole e alcuni pure nel prato. Pian piano sposterò quelli che sopravvivono in altre zone del giardino.

Iris domestica
Poco distante, sempre all’ombra luminosa del ciliegio, questa bella persicaria fiorisce mettendo in risalto questo angolo un po’ triste.

Persicaria amplexicaulis 'Jo and Guido's Form' 
Quest’anno c’è stata la sorpresa delle belamcande nate da seme ma ancora più sorprendente è stato trovare queste Lysimachie finalmente ben fiorite dopo almeno 4 anni dalla piantagione. Ne avevo messe a dimora 4 piantine delle quali 3 sono morte quasi subito. Quella rimasta non è mai cresciuta bene ma pian piano si è spostata di due metri dove probabilmente ha scovato il suo luogo ideale.

Lysimachia clethroides
In piena ombra sono fiorite molto bene due perenni appartenenti alla famiglia delle Hydrangeaceae. La prima produce fiori rosa molto vistosi davvero simili a quelli delle ortensie mentre la seconda, sempre di dimensione simile, fiorisce in bianco con dei fiori davvero particolari.

Cardiandra alternifolia 'Pink Geisha'
Deinanthe bifida
Io per oggi vi lascio con due perenni di grandi dimensioni che piacciono molto alle api. Vi auguro una buona settimana.

Veronicastrum virginicum 'Fascination'
Filipendula rubra 'Venusta'




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