lunedì 9 febbraio 2026

Succulente fuori luogo

Ciao a tutti, come state? Qui si vede arrivare la primavera anche se le giornate sono spesso nuvolose e piovose con pochi intermezzi di sole. L’inizio di gennaio è stato gelido, con temperature di notte che hanno sfiorato i -10 gradi e che di giorno al sole raggiungevano forse i 2 gradi sopra lo zero. Uscire per andare al lavoro è stato poco piacevole ma per il giardino è stato positivo perché tutte le piante si sono immobilizzate dopo un autunno relativamente mite. La preoccupazione c’è stata per le piante grasse di mia moglie che coltiva vicino a casa e in giardino in piena terra centinaia di cactus. Passano l’inverno coperte dai teli per evitare di bagnarsi ma le temperature hanno comunque raggiunto i -8 gradi anche nelle protezioni. Il freddo unito allo strano inverno umido mi ha fatto credere che in primavera avremmo trovato un disastro invece spiando sotto ai teloni non ho visto esemplari morti o rovinati dopo un mese dalla gelata intensa. Vedremo tra circa tre settimane quando scopriremo tutto.

Nell’altro terreno, da cinque anni, stiamo piantando quello che avanza da casa e qualche agave e aloe che ci regalano. Li una parte di aiuola è coperta con una plastica solo nella parte superiore quindi entra l’umidità e il vento freddo dai lati. Il resto dell’aiuola, quella con le agavi e le aloe, rimane fuori, scoperta.

L’aiuola sta bene anche se qualche aloe come le arborescens non hanno assolutamente retto il freddo e si sono sciolte ma quello lo sapevamo. Le agavi americane, le più robuste, hanno accusato il colpo e le foglie più basse sono diventate della consistenza della gelatina.

Premetto che non sono un esperto di questo tipo di piante quindi se sbaglio i nomi vi prego di correggermi.

Agave americana 'Marshmallow Cream'

I cactus vicino a casa vengono coperti, durante la bella stagione, da una rete che protegge dalla grandine e dal sole visto che le aiuole sono pulite e contengono ghiaia e sassi come pacciamatura. Nell’altro terreno non ho messo nulla del genere ma lascio che l’erba cresca in mezzo alle piante e la sfalcio a mano solo quando troppo densa. A 800 metri di altitudine senza una protezione dal sole le piante si scottano sempre e si riempiono di macchie malgrado il clima secco. L’erba aiuta anche a tenere più fresche le piante durante la stagione calda.

Tra le aloe una delle più robuste è la cosmo. Cresce velocemente, fiorisce molto e quest’anno ha sopportato il gelo egregiamente. Le piccole agavi sullo sfondo dovrebbero essere filifera e mediopicta alba. Sono li da tre anni, crescono poco ma pollonano già.

Agave filifera

Un'altra agave molto robusta e particolare è la bracteosa in primo piano. Dietro nascosta c’è un Aloe polyphylla che del freddo se ne frega mentre a sinistra si trova una piccola Agave victoriae-reginae figlia di un esemplare che si trova nel giardino di casa.

Agave bracteosa

Un’altra bella agave è quella che vediamo si seguito ma non so definirla. Proviene da quei piccoli vasetti da due euro che si trovano nei garden center. Se qualcuno sapesse aiutarmi a riconoscerla sarei molto grato. In alto si può anche vedere una piccola Agave lophantha 'Quadricolor' che sta già pollonando.

Agave ... ?

Nella parte con la tettoia sono sopravvissute alcune stapelie compresa questa che ha retto il gelo intenso in un terreno più asciutto di quello delle agavi.


Qui al coperto ci sono diverse specie tra cui ferocactus, opuntie, echinocereus e questa bella mammillaria che ha cominciato a produrre i primi boccioli. È una pianta interessante per il suo colore e per il fatto che quando una parte si stacca cade verso il basso e radica dove riesce a fermarsi.

Mammillaria gracilis

Tra le piante ci sono anche diverse echeverie che non capisco mai come passino l’inverno così bene anche in presenza del gelo. Forse per troppa ignoranza ho sempre creduto fossero piante da clima molto più caldo.


Io per oggi vi lascio con in sottofondo un Echinopsis terscheckii che cresce li da più di quattro anni. Ho sempre difficoltà a definire bene questi colonnari quindi se anche qui un esperto può dirmi il nome esatto sarei molto felice.

Un buon finale di inverno a tutti.


giovedì 1 gennaio 2026

Sigilli di Salomone

Ciao a tutti, come state? L’inverno è spesso il periodo migliore per mostrare qualche pianta che durante l’anno è passata un po’ inosservata. Una perenne che è destinata a questa indifferenza è il sigillo di Salomone che spesso è piccolo, all’ombra o vicino a piante molto più appariscenti.

Li amo molto, sono di forme diverse l’uno dall’altro con fiori diversi e colori che variano dal bianco al rosso al viola. Resistono bene al secco purché siano all’ombra e si propagano molto facilmente sotto ad alberi ed arbusti. L’unico difetto è la difficoltà di trovarli nei vivai o nei garden center. L’unico che ne possiede una bella collezione e che li porta nelle diverse fiere vivaistiche è Rifnik garden and plants in Slovenia.

Il primo esemplare che voglio mostrare assomiglia al classico sigillo che si può trovare anche nei boschi ma è più carnoso e spesso sia nelle foglie che nel fusto. La foglia è variegata ma solo in modo leggero ai bordi e verso la punta. È bello tutto l’anno tanto che in autunno si tinge completamente di giallo acceso.

Polygonatum x hybridum 'Variegatum'

Il più alto di tutti supera i due metri ed è stato piantato circa 15 anni fa nel vecchio giardino in una posizione soleggiata. Il suo rizoma assomiglia ad uno zenzero molto carnoso ed è talmente grosso e spesso che ha sollevato e deformato delle bordure in cemento da trenta chili. Nel nuovo giardino ce n’è una divisione che ora ha quattro steli alti circa un metro e ottanta. Credo sia il sigillo di Salomone più difficile da dividere: anche se si prende una buona porzione di radice con le gemme non è detto che attecchisca e a volte capita che prima di vederlo spuntare passino almeno due anni. Il fiore rosso grande anche tre centimetri vale la fatica.

Polygonatum kingianum

Questi primi due sono già molto diversi tra di loro sia come fiori che come grandezza ma questo cambia ancora le cose perché cresce solo fino a dieci centimetri e produce dei piccoli fiori grandi meno di un centimetro di colore violetto.

Polygonatum graminifolium

Quelli di quel colore sono i miei preferiti come questo viola scuro che però cresce più denso e slanciato. Il fiore è gracile e fine ma la quantità elevata li rende molto visibili. Questa è una specie facile da coltivare, molto prolifica e anche molto semplice da moltiplicare.

Polygonatum prattii

Poco distante si trova un esemplare molto piccolo che è arrivato accidentalmente dal vecchio giardino per colpa di qualche rizoma rimasto incastrato in qualche arbusto spostato qui anni fa. È sempre una piacevole sorpresa vedere questa specie alta circa quindici centimetri che però produce fiori grandi come i sui cugini selvatici.

Polygonatum humile

Questa è una delle specie più particolari e se non sbaglio è l’unica al mondo che produce brattee dalle quali sporgono tre fiori di forma classica con un colore bianco sfumato di verde. Lui cresce fino a 25 centimetri al massimo ed è di facile coltivazione e facile moltiplicazione.

Polygonatum cryptanthum

Questa è una specie che gradisce almeno tre ore di sole diretto al giorno per produrre le sue foglie bianche. La sezione chiara parte dallo stelo e ci mette qualche anno per sviluppare bene la sua colorazione. Raggiunge i trenta centimetri d’altezza e possiede foglie molto grosse, larghe anche cinque centimetri. È una pianta abbastanza rara che si moltiplica poco.

Polygonatum odoratum 'Byakko'

Cambiamo ancora colore del fiore con questa specie piuttosto alta e vigorosa che produce dei piccoli fiori rosa.

Poligonatum roseum

Io faccio a tutti voi un augurio di buon inverno in vista della primavera che non è così lontana.

 

domenica 14 dicembre 2025

Gandria e il lago Ceresio

Ciao a tutti, come state? Oggi è una di quelle rare giornate dove abbiamo fatto una passeggiata con pranzo al sacco senza fretta ne impegni, solo una gita leggera, con un sole caldo e un panorama visto molte volte ma sempre piacevole.

Siamo usciti di casa verso le 8.30 del mattino, qui era tutto brinato perché nel mese più corto dell’anno il sole viene a trovarci verso le 12.45 e se ne va alle 15.30. Per questo nel giardino crescono solo piante robuste al gelo.

Dopo venti minuti eravamo già nel parcheggio a Lugano dal quale a piedi si può prendere il sentiero pedonale verso Gandria, un piccolo villaggio costruito sulle ripide pendici del monte Brè e affacciato direttamente sul lago.

Il contesto che si trova li è completamente diverso dalla nostra valle selvatica perché in pochi minuti sembra di essersi teletrasportati ai tropici.

A pochi metri dal parcheggio si trova villa Heleneum con il suo parco di modeste dimensioni che ospita diverse piante molto interessanti. Premetto che non sono un gran conoscitore di palme ma il sito del comune di Lugano, che gestisce in maniera impeccabile il giardino, mi ha aiutato con qualche nome. Per esempio nell’immagine precedente pensavo ci fossero palme delle canarie invece si tratta di palme da dattero o Phoenix dactylifera. A poca distanza ci sono due esemplari di Jubaea chilensis che stanno crescendo davvero velocemente.

Davanti alla villa parzialmente nascosta da cipressi centenari e un maestoso eucalipto si trova l’imponente scalinata che si affaccia direttamente sul lago. Immagino che un tempo gli invitati approdassero proprio in quella posizione con le barche.

La pianta regina del giardino è l’Araucaria columnaris che è stata messa a dimora diversi anni fa. La posizione protetta del giardino e l’esposizione a sud unita all’influenza del lago ne hanno favorito una crescita sana e veloce. Dicono sia l’esemplare in Europa piantato in piena terra più a nord di tutti.

Qui è contornata da Cycas revoluta e un albero di avocado che però rimane dietro e non si vede nella foto. Ad ogni modo chi ama questo tipo di piante non può fare a meno di visitare tutta la nostra regione dei laghi.

Usciti dal parco si comincia il comodo sentiero che costeggia il lago dove spesso si incontrano queste opuntie sconosciute che portano diversi frutti di colore scuro. Dal piccolo promontorio si ha una bella vista sul lago e sul monte San Salvatore.

Il microclima lacustre favorisce la crescita spontanea di Opuntia e agavi che germinano facilmente nella roccia calcarea della zona. Qui, se invece di guardare verso Lugano ci giriamo ad est, si può scorgere Gandria a picco sul lago. Sullo sfondo ci sono le vette innevate che sovrastano il lago di Como in Italia.

Sul sentiero le piante più comuni da trovare sono le agavi che in alcuni casi offrono esemplari molto grossi.

Dopo circa 35 minuti si arriva al borgo dove nei giardini si trovano delle Aloe striatula di dimensioni enormi e ancora in fiore.

Nello stesso giardino si può vedere anche un bel esemplare di Opuntia scheerii. Questa cresce anche nel nostro terreno a 800 metri sul livello del mare e credo davvero che sia la mia opuntia più resistente al freddo.

Ho provato anche il vero fico d’india ma senza mai riuscire a farlo sopravvivere agli inverni. Qui a Gandria evidentemente si trovano così bene che raggiungono i quattro metri d’altezza.

Tra le piante più comuni viste oggi ci sono anche gli agrumi. In questo caso un esemplare di arancio piuttosto importante.

Tra i vicoli stretti e le ripide scalinate non è difficile imbattersi in grandi esemplari di Bougainvillea.


Io per oggi vi saluto con queste incredibili case affacciate sul lago. Spero di aver dato qualche spunto per un’eventuale futura vacanza.




venerdì 28 novembre 2025

Rosso d’autunno

Ciao a tutti, come state? Qui ci sono stati giorni freddi con mattine a meno quattro gradi e il giardino è andato completamente in riposo. Nelle scorse settimane ancora miti i colori autunnali del giardino si sono fatti notare molto. Sono ben visibili dalla strada i colori rossi dell’acero e dello scotano.

Nell’insieme il giardino è sempre colorato e lo sarà anche in inverno grazie ai diversi colori dei tronchi e dei rami. Siccome c’era bisogno di arbusti e piccoli alberi per dare ombra e sollievo dal caldo alle perenni sottostanti abbiamo collocato sempre qualche pianta particolare per i fiori o per i colori d’autunno.


Tra quelle perenni si trova questo epimedium sempreverde che si tinge di rosa fino alla primavera.

Epimedium 'Spine Tingler'

L’autunno è il periodo dove ci godiamo le alberature nel terreno selvatico. Si mettono a dimora da piccole e quasi non si notano in mezzo all’erba alta e alle altre piante del bosco ma dopo un po’ di anni cominciano a farsi notare e dare delle soddisfazioni soprattutto in questo periodo. Quando il bosco selvatico si tinge di marrone, questi alberi colpiscono per i colori sgargianti come questa quercia.

Quercus texana

Il terreno è per la maggior parte ripido, umido e molto argilloso. Con una prevalenza molto acida è apprezzato dalla Nyssa, un albero simile al faggio ma con foglie lucide che in autunno si colorano di rosso. Una pianta molto interessante nei terreni che non asciugano mai del tutto, soprattutto in profondità. Solitamente cresce molto ordinata, quasi con la forma di un abete ma la mia è sempre piegata, malgrado io abbia provato per anni a raddrizzarla. Il giallo è del Liriodendron variegato che in autunno prende quel bel colore dorato.

Nyssa sylvatica

Tra gli alberi a foglia rossa il migliore è sempre questo acero, anch’asso amante del terreno argilloso e acido che caratterizza quella costa di terreno. È stato piantato in un recinto una decina di anni fa quando era alto solamente mezzo metro e poi è stato spostato fuori quando la sua altezza era tale da tenere al sicuro la chioma dalle capre che visitano giornalmente il terreno.

Acer rubrum 'Brandywine'

La settimana prima era meno colorato ma contrastava con la betulla dorata che cresce ai margini del fango che si trova a valle della cisterna dell’acqua potabile. Mi piace il contrasto che assieme creano con la sequoia azzurra ma purtroppo quella betulla fa cadere le foglie abbastanza in fretta quindi lo spettacolo dura davvero poco, soprattutto durante i periodi piovosi o di vento.

Betula alleghaniensiss

La colorazione autunnale più tardiva è prodotta dall’abete d’acqua. Nel terreno ce ne sono parecchi ma questo solitario è sempre uno spettacolo all’inizio dell’inverno. Con l’arrivo della bufera di neve sono poi caduti tutti gli aghi. La cosa più curiosa di questo albero è la semplicità di propagazione per talea. Basta infatti infilare nel terreno umido dei rami di circa mezzo metro per farli radicare facilmente.

Metasequoia glyptostroboides

Non sono degli alberi ma i mirtilli sono sempre molto colorati.

Vaccinium corymbosum

Io per oggi vi lascio con il giallo dello Styrax che quest’anno è fiorito per la prima volta.

Styrax obassia


venerdì 31 ottobre 2025

Prima dei colori autunnali

Ciao a tutti, come state? Sarà un post di poche parole perché ho poco tempo da dedicare al blog in questo periodo. Ci siamo appena sposati e tra poche settimane cambierò lavoro dopo 15 anni nella stessa azienda. Diciamo che la testa è un po’ altrove.

Il giardino è nel pieno dell’autunno con colori incredibili ma oggi voglio mostrare qualche scorcio e fioritura del periodo tra la fine dell’estate e la scorsa settimana.

Il tripudio di settembrini è stato completamente rovinato da un mezzo uragano che aveva portato 250 millimetri di pioggia in due giorni.

Dall’entrata del giardino si nota subito il giallo oro dell’acero.

Di fianco a lui c’è un Cotynus che poto molto basso per avere questo effetto slanciato durante l’anno e sotto di lui fiorisce questa bella cimicifuga profumata.

Actaea simplex 'White Pearl'

Sempre in quella zona cresce con un po’ di fatica questa orchidea autunnale a fiore bianco.

Spiranthes odorata 'Chadds Ford'

La seconda metà di ottobre offre delle fioriture particolari come quella di questa pianta perenne molto bassa che si fa notare solo ora. Il fiore è grande poco più di un centimetro ma si nota in mezzo alle altre piante che pian piano ingialliscono.

Hemiboea strigosa

I falsi crochi sono proprio nel loro periodo migliore anche se l’ombra che avanza in giardino non li aiuta a prosperare.

Sternbergia lutea

Anche gli aconiti sono fioriti con la loro spiga blu molto vistosa.

Aconitum napellus

Ottobre è anche il periodo delle persicarie che in giardino crescono vigorose ma tra quelle autunnali la mia preferita è sicuramente la variegata. In sottofondo si vede la fioritura rosa della Elsholtzia stauntonii.

Persicaria filiformis 'Variegata'

Un’altra tipica fioritura è del Trycirtys.

Tricyrtis hirta

Tra le fuchsie spicca quella vicino al tavolo anche se tutte le altre sono in fioritura dall’estate.

Fuchsia regia subsp. serrae

La pioggia che ha rovinato i settembrini ha decimato anche i fiori della Rabdosia che però è riuscita a produrne ancora qualcuno.

Rabdosia longituba

Io per oggi vi lascio con qualche insieme di colori nell’altro terreno. Vi auguro un buon inizio di novembre.

Betula alleghaniensis in giallo.



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