giovedì 12 marzo 2026

Arbusti ed ellebori

Ciao a tutti, come state? Qui il clima è mite, a volte piove in modo leggero e il sole è caldo. Per il giardino non c’è nulla di meglio anche se quest’anno le fioriture seguono uno strano ordine: la magnolia sta già sbocciando mentre i prugni, che di solito sono i più precoci, non si vedono ancora.

Chi invece fiorisce sempre nello stesso periodo malgrado gelo, neve e vento è la lonicera invernale con il suo fiore profumato. Insieme a lei sboccia il Prunus mume dall’incredibile fioritura rosa molto precoce.

Lonicera x purpusii

Sono piante di una certa dimensione e quindi se ne stanno vicino alla casa nel terreno selvatico. Il profumo della lonicera è incredibile e si sente anche a trenta metri di distanza con dei toni molto dolci e sentore di limone. Il profumo del prunus è invece più leggero ma sempre dolce. Il contrasto dei colori è sempre stupendo e si vede ormai da lontano, soprattutto dalla cima della scarpata con il Calocedrus sullo sfondo.

Nel recinto più in alto, quello a 800 metri sul livello del mare, è fiorito quello che comunemente viene chiamato Bastone di san Giuseppe. Anche questo cespuglio ha un profumo molto forte di miele che si sente a metri di distanza. Questa è la varietà a fiore grande ed infatti le infiorescenze si vedono da lontano mentre si sale il sentiero. Ora si trova in vendita ovunque nelle fiere di settore ma rimane sicuramente una delle fioriture invernali che mi piace di più.

Edgeworthia chrysantha 'Grandiflora'

Nel giardino di casa gli ellebori sono ovunque, le circa 50 piante madri stanno dando vita a migliaia di semine che nei prossimi anni dovrò trasferire altrove. Non è il momento di far vedere tutte le varietà presenti ma alcune spiccano sulle altre come questa che è tra le mie preferite. Il bordo nero e molto circolare lo rende uno dei più particolari.

Questa è invece la prima fioritura di una semina avvenuta spontaneamente in giardino. Assomiglia alla pianta madre ma ha una sfumatura gialla nel petalo più marcata. Non è perfetto ma lo si può perdonare.

Tra i più belli spicca anche questa varietà che produce dei fiori a forma di campanella di color nero opaco. Quasi si intravedono delle tonalità di grigio o azzurro. Sotto di lui una varietà rosa a forma di anemone fiorisce in maniera composta e dritta e si fa apprezzare perché non bisogna inginocchiarsi per osservarla.

Le varietà sono molte e crescono un po’ ovunque sotto alle camelie e sotto agli aceri. L’esemplare al centro mi piace per il suo bordo viola e il centro praticamente nero.

Solitamente amo i fiori semplici ma siccome la moglie ama quelle a fiore doppio siamo pieni di queste.

Tornando agli arbusti possiamo vedere le prime camelie nell’altro terreno. Questa è una reticulata che produce moltissimi fiori ma di piccole dimensioni, ricordano molto quelli delle normali japonica. Le altre reticulata in giardino arrivano ad avere fiori di quasi venti centimetri di diametro.

Camellia reticulata 'Mary Williams'

Siccome preferisco i fiori semplici apprezzo di più questa varietà quasi rossa ma con degli stami molto fitti e pronunciati.

Camellia japonica 'Marshmallow' 2

Prima di tornare agli arbusti vorrei solo far notare la fioritura di questa specie di narcisi. Sicuramente sono tra i miei preferiti con la loro forma conica. In basso si vedono anche alcuni esemplari color crema della varietà ‘Arctic Bells’.

Narcissus bulbocodium

Poco distante si trova la forsizia bianca. Quella nel vecchio giardino è molto più grande e di solito forma un’enorme nuvola bianca di fiori alta due metri. Quest’anno non ha convinto per nulla ma credo che il caldo di dicembre abbia fatto ingrossare troppo i boccioli che sono seccati con il gelo di gennaio. Qui nel nuovo giardino c’è molto più freddo in modo costante e i boccioli non erano ancora formati durante il gelo. Credo che per questo motivo sia riuscito a fiorire. È ancora piccolo ma anche lui emana un forte profumo di miele.

Abeliophyllum distichum

Meno profumato ma più vistoso è il Corylopsis. È la specie piccola ma i suoi fiori sono di un tono giallo che reputo quasi unico nel suo genere.

Corylopsis pauciflora

Io per oggi vi saluto e vi auguro una buona primavera con questo arbusto sobrio ma molto particolare che cresce vicino alla casetta nel terreno selvatico.

Stachyurus praecox



martedì 24 febbraio 2026

Finalmente il bel tempo

Ciao a tutti, come state? Qui finalmente abbiamo avuto tre bei giorni di sole con un vento tiepido che sembra aver portato la primavera. Il giardino ha reagito subito sia alla luce che alla temperatura e gli hamamelis si sono subito fatti notare.

Hamamelis intermedia 'Arnold Promise'

Tra quello giallo e quello arancio spicca l’elleboro a fiore doppio e bianco che era già sbocciato nel mese di dicembre. Non so come abbia passato così bene il periodo freddo.

Il giardino è stato pulito le scorse settimane e malgrado i numerosi bulbi che stanno comparendo si notano solo gli aceri che brillano di luce rossa al tramonto.

Tra i primi bulbi ci sono questi splendidi narcisi molto particolari per il fiore molto affusolato. Sono alti circa dieci centimetri ma il loro giallo li fa spiccare in mezzo alle aiuole ancora spoglie. Vicino si vedono le foglie dei Narcissus bulbocodium, un’altra specie molto bassa ma elegante nella fioritura.

Narcissus cyclamineus

Quando si parla di bulbi di bassa statura non si possono dimenticare i bucaneve a fiore doppio. Sono tra i primi a fiorire con la loro dimensione che raggiunge i dieci centimetri di altezza.

Galanthus nivalis 'Flore Pleno'

Al contrario di loro gli elwesii sono dei giganti e spesso superano i venti centimetri di altezza. Qui si vedono a sinistra con la foglia glauca e sono in compagnia di alcuni woronowii che rispetto a loro sembrano dei nani.

Galanthus elwesii

In questa stagione si vedono bucaneve dappertutto come questi nivalis che sbocciano vicino ad alcuni ellebori gialli.

Galanthus nivalis

I primi crocus sono sempre i tommasinianus che fioriscono malgrado siano nella zona più fredda del giardino.

Crocus tommasinianus

Loro fioriscono anche nel terreno selvatico dove si disseminano e si dividono molto velocemente formando tappeti blu sotto le piante da frutta. Qui sono spuntati anche sotto ad una camelia precoce.

Camellia japonica 'Marshmallow'

Sotto alla Camellia ‘Cupido’ i primi crochi a spuntare sono questi chrysanthus a fiore bicolore. Spesso non si stabilizzano ma quella posizione sembra gradita e ogni anno riescono a moltiplicarsi.

Crocus chrysanthus 'Ladykiller'

Gli ellebori sono solo all’inizio ma tra i più precoci c’è il giallo doppio che da anni ci colpisce in positivo ogni volta che sboccia.


Io per oggi vi saluto con questa varietà molto precoce che comincia a fiorire i primi giorni di gennaio. Auguro a tutti voi una buona fine dell’inverno.




lunedì 9 febbraio 2026

Succulente fuori luogo

Ciao a tutti, come state? Qui si vede arrivare la primavera anche se le giornate sono spesso nuvolose e piovose con pochi intermezzi di sole. L’inizio di gennaio è stato gelido, con temperature di notte che hanno sfiorato i -10 gradi e che di giorno al sole raggiungevano forse i 2 gradi sopra lo zero. Uscire per andare al lavoro è stato poco piacevole ma per il giardino è stato positivo perché tutte le piante si sono immobilizzate dopo un autunno relativamente mite. La preoccupazione c’è stata per le piante grasse di mia moglie che coltiva vicino a casa e in giardino in piena terra centinaia di cactus. Passano l’inverno coperte dai teli per evitare di bagnarsi ma le temperature hanno comunque raggiunto i -8 gradi anche nelle protezioni. Il freddo unito allo strano inverno umido mi ha fatto credere che in primavera avremmo trovato un disastro invece spiando sotto ai teloni non ho visto esemplari morti o rovinati dopo un mese dalla gelata intensa. Vedremo tra circa tre settimane quando scopriremo tutto.

Nell’altro terreno, da cinque anni, stiamo piantando quello che avanza da casa e qualche agave e aloe che ci regalano. Li una parte di aiuola è coperta con una plastica solo nella parte superiore quindi entra l’umidità e il vento freddo dai lati. Il resto dell’aiuola, quella con le agavi e le aloe, rimane fuori, scoperta.

L’aiuola sta bene anche se qualche aloe come le arborescens non hanno assolutamente retto il freddo e si sono sciolte ma quello lo sapevamo. Le agavi americane, le più robuste, hanno accusato il colpo e le foglie più basse sono diventate della consistenza della gelatina.

Premetto che non sono un esperto di questo tipo di piante quindi se sbaglio i nomi vi prego di correggermi.

Agave americana 'Marshmallow Cream'

I cactus vicino a casa vengono coperti, durante la bella stagione, da una rete che protegge dalla grandine e dal sole visto che le aiuole sono pulite e contengono ghiaia e sassi come pacciamatura. Nell’altro terreno non ho messo nulla del genere ma lascio che l’erba cresca in mezzo alle piante e la sfalcio a mano solo quando troppo densa. A 800 metri di altitudine senza una protezione dal sole le piante si scottano sempre e si riempiono di macchie malgrado il clima secco. L’erba aiuta anche a tenere più fresche le piante durante la stagione calda.

Tra le aloe una delle più robuste è la cosmo. Cresce velocemente, fiorisce molto e quest’anno ha sopportato il gelo egregiamente. Le piccole agavi sullo sfondo dovrebbero essere filifera e mediopicta alba. Sono li da tre anni, crescono poco ma pollonano già.

Agave filifera

Un'altra agave molto robusta e particolare è la bracteosa in primo piano. Dietro nascosta c’è un Aloe polyphylla che del freddo se ne frega mentre a sinistra si trova una piccola Agave victoriae-reginae figlia di un esemplare che si trova nel giardino di casa.

Agave bracteosa

Un’altra bella agave è quella che vediamo si seguito ma non so definirla. Proviene da quei piccoli vasetti da due euro che si trovano nei garden center. Se qualcuno sapesse aiutarmi a riconoscerla sarei molto grato. In alto si può anche vedere una piccola Agave lophantha 'Quadricolor' che sta già pollonando.

Agave ... ?

Nella parte con la tettoia sono sopravvissute alcune stapelie compresa questa che ha retto il gelo intenso in un terreno più asciutto di quello delle agavi.


Qui al coperto ci sono diverse specie tra cui ferocactus, opuntie, echinocereus e questa bella mammillaria che ha cominciato a produrre i primi boccioli. È una pianta interessante per il suo colore e per il fatto che quando una parte si stacca cade verso il basso e radica dove riesce a fermarsi.

Mammillaria gracilis

Tra le piante ci sono anche diverse echeverie che non capisco mai come passino l’inverno così bene anche in presenza del gelo. Forse per troppa ignoranza ho sempre creduto fossero piante da clima molto più caldo.


Io per oggi vi lascio con in sottofondo un Echinopsis terscheckii che cresce li da più di quattro anni. Ho sempre difficoltà a definire bene questi colonnari quindi se anche qui un esperto può dirmi il nome esatto sarei molto felice.

Un buon finale di inverno a tutti.


giovedì 1 gennaio 2026

Sigilli di Salomone

Ciao a tutti, come state? L’inverno è spesso il periodo migliore per mostrare qualche pianta che durante l’anno è passata un po’ inosservata. Una perenne che è destinata a questa indifferenza è il sigillo di Salomone che spesso è piccolo, all’ombra o vicino a piante molto più appariscenti.

Li amo molto, sono di forme diverse l’uno dall’altro con fiori diversi e colori che variano dal bianco al rosso al viola. Resistono bene al secco purché siano all’ombra e si propagano molto facilmente sotto ad alberi ed arbusti. L’unico difetto è la difficoltà di trovarli nei vivai o nei garden center. L’unico che ne possiede una bella collezione e che li porta nelle diverse fiere vivaistiche è Rifnik garden and plants in Slovenia.

Il primo esemplare che voglio mostrare assomiglia al classico sigillo che si può trovare anche nei boschi ma è più carnoso e spesso sia nelle foglie che nel fusto. La foglia è variegata ma solo in modo leggero ai bordi e verso la punta. È bello tutto l’anno tanto che in autunno si tinge completamente di giallo acceso.

Polygonatum x hybridum 'Variegatum'

Il più alto di tutti supera i due metri ed è stato piantato circa 15 anni fa nel vecchio giardino in una posizione soleggiata. Il suo rizoma assomiglia ad uno zenzero molto carnoso ed è talmente grosso e spesso che ha sollevato e deformato delle bordure in cemento da trenta chili. Nel nuovo giardino ce n’è una divisione che ora ha quattro steli alti circa un metro e ottanta. Credo sia il sigillo di Salomone più difficile da dividere: anche se si prende una buona porzione di radice con le gemme non è detto che attecchisca e a volte capita che prima di vederlo spuntare passino almeno due anni. Il fiore rosso grande anche tre centimetri vale la fatica.

Polygonatum kingianum

Questi primi due sono già molto diversi tra di loro sia come fiori che come grandezza ma questo cambia ancora le cose perché cresce solo fino a dieci centimetri e produce dei piccoli fiori grandi meno di un centimetro di colore violetto.

Polygonatum graminifolium

Quelli di quel colore sono i miei preferiti come questo viola scuro che però cresce più denso e slanciato. Il fiore è gracile e fine ma la quantità elevata li rende molto visibili. Questa è una specie facile da coltivare, molto prolifica e anche molto semplice da moltiplicare.

Polygonatum prattii

Poco distante si trova un esemplare molto piccolo che è arrivato accidentalmente dal vecchio giardino per colpa di qualche rizoma rimasto incastrato in qualche arbusto spostato qui anni fa. È sempre una piacevole sorpresa vedere questa specie alta circa quindici centimetri che però produce fiori grandi come i sui cugini selvatici.

Polygonatum humile

Questa è una delle specie più particolari e se non sbaglio è l’unica al mondo che produce brattee dalle quali sporgono tre fiori di forma classica con un colore bianco sfumato di verde. Lui cresce fino a 25 centimetri al massimo ed è di facile coltivazione e facile moltiplicazione.

Polygonatum cryptanthum

Questa è una specie che gradisce almeno tre ore di sole diretto al giorno per produrre le sue foglie bianche. La sezione chiara parte dallo stelo e ci mette qualche anno per sviluppare bene la sua colorazione. Raggiunge i trenta centimetri d’altezza e possiede foglie molto grosse, larghe anche cinque centimetri. È una pianta abbastanza rara che si moltiplica poco.

Polygonatum odoratum 'Byakko'

Cambiamo ancora colore del fiore con questa specie piuttosto alta e vigorosa che produce dei piccoli fiori rosa.

Poligonatum roseum

Io faccio a tutti voi un augurio di buon inverno in vista della primavera che non è così lontana.

 

domenica 14 dicembre 2025

Gandria e il lago Ceresio

Ciao a tutti, come state? Oggi è una di quelle rare giornate dove abbiamo fatto una passeggiata con pranzo al sacco senza fretta ne impegni, solo una gita leggera, con un sole caldo e un panorama visto molte volte ma sempre piacevole.

Siamo usciti di casa verso le 8.30 del mattino, qui era tutto brinato perché nel mese più corto dell’anno il sole viene a trovarci verso le 12.45 e se ne va alle 15.30. Per questo nel giardino crescono solo piante robuste al gelo.

Dopo venti minuti eravamo già nel parcheggio a Lugano dal quale a piedi si può prendere il sentiero pedonale verso Gandria, un piccolo villaggio costruito sulle ripide pendici del monte Brè e affacciato direttamente sul lago.

Il contesto che si trova li è completamente diverso dalla nostra valle selvatica perché in pochi minuti sembra di essersi teletrasportati ai tropici.

A pochi metri dal parcheggio si trova villa Heleneum con il suo parco di modeste dimensioni che ospita diverse piante molto interessanti. Premetto che non sono un gran conoscitore di palme ma il sito del comune di Lugano, che gestisce in maniera impeccabile il giardino, mi ha aiutato con qualche nome. Per esempio nell’immagine precedente pensavo ci fossero palme delle canarie invece si tratta di palme da dattero o Phoenix dactylifera. A poca distanza ci sono due esemplari di Jubaea chilensis che stanno crescendo davvero velocemente.

Davanti alla villa parzialmente nascosta da cipressi centenari e un maestoso eucalipto si trova l’imponente scalinata che si affaccia direttamente sul lago. Immagino che un tempo gli invitati approdassero proprio in quella posizione con le barche.

La pianta regina del giardino è l’Araucaria columnaris che è stata messa a dimora diversi anni fa. La posizione protetta del giardino e l’esposizione a sud unita all’influenza del lago ne hanno favorito una crescita sana e veloce. Dicono sia l’esemplare in Europa piantato in piena terra più a nord di tutti.

Qui è contornata da Cycas revoluta e un albero di avocado che però rimane dietro e non si vede nella foto. Ad ogni modo chi ama questo tipo di piante non può fare a meno di visitare tutta la nostra regione dei laghi.

Usciti dal parco si comincia il comodo sentiero che costeggia il lago dove spesso si incontrano queste opuntie sconosciute che portano diversi frutti di colore scuro. Dal piccolo promontorio si ha una bella vista sul lago e sul monte San Salvatore.

Il microclima lacustre favorisce la crescita spontanea di Opuntia e agavi che germinano facilmente nella roccia calcarea della zona. Qui, se invece di guardare verso Lugano ci giriamo ad est, si può scorgere Gandria a picco sul lago. Sullo sfondo ci sono le vette innevate che sovrastano il lago di Como in Italia.

Sul sentiero le piante più comuni da trovare sono le agavi che in alcuni casi offrono esemplari molto grossi.

Dopo circa 35 minuti si arriva al borgo dove nei giardini si trovano delle Aloe striatula di dimensioni enormi e ancora in fiore.

Nello stesso giardino si può vedere anche un bel esemplare di Opuntia scheerii. Questa cresce anche nel nostro terreno a 800 metri sul livello del mare e credo davvero che sia la mia opuntia più resistente al freddo.

Ho provato anche il vero fico d’india ma senza mai riuscire a farlo sopravvivere agli inverni. Qui a Gandria evidentemente si trovano così bene che raggiungono i quattro metri d’altezza.

Tra le piante più comuni viste oggi ci sono anche gli agrumi. In questo caso un esemplare di arancio piuttosto importante.

Tra i vicoli stretti e le ripide scalinate non è difficile imbattersi in grandi esemplari di Bougainvillea.


Io per oggi vi saluto con queste incredibili case affacciate sul lago. Spero di aver dato qualche spunto per un’eventuale futura vacanza.




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