sabato 2 marzo 2019

Profumo tra i crocus


Ciao a tutti come state? Chi mi legge dalla regione lo sa: fa caldo. L’anticiclone presente da tre settimane ha sviluppato temperature che hanno superato anche i 25 gradi di giorno. Se lo sommiamo al caldo anomalo del periodo natalizio otteniamo una natura un po’ confusa con piante come le magnolie che sono già in piena fioritura. A voi non crea ansia questa cosa? C’è anche la probabilità che il freddo, quello normale per il periodo, ritorni dalla prossima settimana e mi chiedo quali fiori saranno presenti ad aprile se sono tutti in bocciolo in questo momento. Nel frattempo in giardino sono presenti i numerosi crochi piantati negli anni e tra i più belli spiccano sicuramente quelli presenti nell’aiuola rotonda che da chiusi risultano quasi bianchi.


Crocus tommasinianus 'Roseus'
Quando sbocciano di giorno è magia, il color viola pastello spicca in uno sfondo ancora brullo e ombreggiato.


Tra i bulbi più precoci ci sono i bucaneve che da qualche settimana sono presenti in diverse parti del giardino. I più vecchi sono sotto al calicanto e si espandono velocemente.

Galanthus woronowii

I nivalis sono più stazionari e se ne stanno in compagnia dei campanellini e di alcuni crocus di cui non ricordo la provenienza.

Leucojum vernum nel mezzo
 Gli arbusti più precoci spiccano non solo per fioritura ma per profumo. Il primo che ci regala la sua fragranza sfoggia il suo vestito bianco all’entrata del giardino.

Abeliophyllum distichum
Al sole le infiorescenze della forsizia bianca brillano e talvolta le persone che camminano sul marciapiede si fermano incuriosite a guardarla, soprattutto ora che è alta un paio di metri.


Nella zona del melo a spalliera il profumo è dolce ma con dei toni simili agli agrumi. Diciamo che è così forte da assomigliare al detersivo per i piatti e chi lo conosce capisce subito la provenienza.

Daphne odora 'Aureomarginata'
La pianta è sempre più grande anche se la forma non è proprio ordinata e per evitare che si rompa con i temporali o la neve devo legarla ad un tutore.


Vicino a casa il profumo cambia, è più simile alla forsizia bianca ma intensamente tendente al miele. È uno degli arbusti più vecchi del giardino e ogni anno mi prometto di potarla ma poi non lo faccio mai. Quest’anno però è davvero troppo grande, tanto da fare ombra a tutta l’aiuola quindi dovrò per forza metterci le forbici!

Edgeworthia chrysantha
I crocus in giardino sono centinaia e spuntano ovunque nelle aiuole. Sono i classici bulbi che costano poco e si trovano ovunque nei supermercati quindi in primavera ne spuntano molti in luoghi di cui ci si era dimenticati. È il caso di questi con i petali blu e bianchi probabilmente acquistati a Masino in autunno.

Crocus chrysanthus 'Prins Claus' a sinistra
Dal supermercato vengono questi crochi a fiore grande che si sviluppano da un paio d’anni proprio sotto la Daphne.

Crocus vernus 'Pickwick'
Personalmente preferisco gli esemplari a fiore piccolo come quelli che formano queste spettacolari macchie blu.

Crocus tommasinianus 'Whitewell Purple'
Più chiari e forse più eleganti sono questi dal bellissimo color azzurro perla.

Crocus chrysanthus 'Blue Pearl'
Io per oggi vi lascio in compagnia di una timida Hepatica ma vi auguro un’ottima primavera.

Hepatica nobilis




sabato 9 febbraio 2019

Foglie colorate

Ciao a tutti, come state? Come in molti altri posti, la settimana scorsa ha nevicato parecchio, quasi 30 centimetri nel giardino di perenni e oltre 40 nell’altro terreno. Fortunatamente arriverà un po’ di pioggia e temperature intorno ai dodici gradi che faranno sbocciare i primi ciclamini e i primi bucaneve. Nell’ultimo post ho parlato anche di smottamenti quindi, dato che tutto è fermo sia in un giardino che nell’altro, ne approfitto per mostrare una parte degli alberi piantati nel terreno in valle per favorire un maggior radicamento sulle scarpate.
Piantare altofusti è stato quasi un obbligo dopo la frana del 2008 perciò ho deciso di metterne a dimora molti con colori delle foglie o degli aghi variopinti.

Fagus sylvatica 'Tricolor'
Il piccolo faggio tricolore è stato piantato circa 3 anni fa ed è il più lento di tutti nella crescita. Quelli a foglia rossa crescono il doppio ma probabilmente dipende dal fatto che quello nell’immagine è innestato mentre gli altri li ho raccolti nati da seme. La gemma apicale è molto grossa quindi spero in una crescita vigorosa in primavera.

Betula 'Royal Frost'
Questa povera betulla porpora ha passato momenti difficili. Anni fa era stata piantata nella scarpata sotto il faggio tricolore, vicino all’acqua. È cresciuta velocemente fino ai due metri ma poi i cervi o le capre l’hanno assaggiata fino a renderla minuscola e tutta sbucciata. Fortunatamente dopo averla trapiantata in una delle recinzioni ha cominciato velocemente a ricrescere dal piede.
Nelle vicinanze prospera il castagno variegato. Più lento rispetto alla specie selvatica ma di crescita sufficiente a vivere senza gabbia di protezione.

Castanea sativa 'Albomarginata'
Vicino al vecchio smottamento ho provato per la prima volta un albero dei tulipani ma siccome non volevo nulla di troppo esuberante ho scelto quello variegato che dovrebbe crescere meno. Spero comunque che arrivi in fretta sui tre metri in modo da metterlo al sicuro dagli ungulati affamati.

Liriodendron tulipifera 'Aureomarginata'
Da diversi anni mi sarebbe piaciuto trovare un cipresso dell’Arizona per il colore glauco degli aghi ma a quanto pare non è facile acquistarne uno di grandezza trasportabile in auto quindi ho optato per una sequoia gigante glauca comperata su e-bay. La sua crescita è molto veloce e soddisfacente anche se per ora si aggira intorno ai due metri. Il suo colore azzurro è quasi meglio di quello del cipresso.

Sequoiadendron giganteum 'Glaucum'
Il bellissimo Cladrastis sfoggia il suo verde brillante che in autunno muta in giallo dorato come quello del ginkgo. L’ho piantata alta venti centimetri e fiorirà tra qualche anno.

Cladrastis lutea
Insieme al Cladrastis avevo piantato anche betulle e cryptomerie che sono cresciute più del triplo, evidentemente si sono trovate subito bene nel terreno asciutto e acido.

Acer rubrum 'Brandywine' in rosso e Betula alleghaniensis in giallo
Io per oggi vi saluto e vi auguro una buona Domenica!


domenica 20 gennaio 2019

Uomo contro natura


Ciao a tutti come state? Qui è arrivato il freddo, quello che normalmente dovrebbe già essere presente da mesi. Spero solo che si porti via un po’ di insetti come le cimici che trovo ancora puntualmente in ogni angolo della casa. Il giardino è nel momento di maggior riposo e negli scorsi giorni ha piovuto compensando un po’ la siccità dello scorso mese. Per le prossime settimane tra le perenni dormienti non ci sarà nulla da fare perciò posso fare tutti i lavoretti di manutenzione alla casa dell’altro terreno. L’erba è tutta rasata e solitamente in inverno bisogna sistemare le recinzioni, le baracche e approfittare per fare tutto quello che d’estate non si ha il tempo di fare. Lo scorso anno non c’è stato nessun imprevisto o danno importante quindi sono riuscito a godermi il luogo, fare un po’ di grigliate e raccogliere i frutti del duro lavoro.
Negli scorsi anni ci sono stati problemi d’ogni tipo come alberi sradicati e caduti sulle piante da frutta, danni alla sorgente ma la ferita peggiore al terreno è stata la frana del 2008 che ha colpito la parte di giardino recintata.


Il terreno è molto scosceso e la piovosa estate del 2008 ha ingrossato a dismisura una sorgente sotto al prato dietro casa che, a causa dell’argilla nel sottosuolo, ha sfogato la sua spinta superficialmente facendo franare un centinaio di metri cubi di fango e sassi. Per fortuna la casa è stata sfiorata ma il terrazzo, il giardino e i muri a secco sono stati spazzati via.


Quello che in 20 anni è stato costruito e bonificato è stato spazzato via in una notte. Il morale era letteralmente a terra e per la sistemazione ci sono voluti più di 10 anni, soprattutto per spalare e portare via la terra accumulata ovunque. L’impegno più grande è stato portare avanti tutto il resto come i tagli del prato e la cura delle piante da frutta sapendo che tutto il disastro accaduto non era ancora stato sistemato.


Tutt’ora il terreno porta la cicatrice della frana ma almeno il prato è ricresciuto e l’acqua nei periodi piovosi riesce a sfogare in superficie. Negli anni però il giardino è stato ripristinato, la recinzione ricostruita e alcune piante rimesse a dimora.


Anche il pergolo con la vigna, la zona del grill e alcuni muri sono stati ripristinati.


Da quel momento ho cominciato a piantumare il prato in prossimità della frana con alberi autoctoni presi al margine del bosco. Gli animali selvatici però ne approfittano rovinando e grattando le cortecce con le corna uccidendo le piante messe a dimora. Anche in questo caso bisogna prendersi il tempo per proteggerli in modo da farli prosperare e radicare bene.


La natura selvaggia è terribile, pronta a rovinare e distruggere qualsiasi cosa si tenti di fare senza le adeguate protezioni.
La zona in cui ho il terreno era un misto di bosco secco e alberi caduti con zone piene di rovi alti almeno due metri. In 30 anni è stato pulito, bonificato ed ora è un bel prato misto. Essendo una grossa radura in mezzo al bosco la biodiversità è scoppiata: sono presenti insetti, rettili, uccelli di ogni tipo e mammiferi di grossa taglia che nelle ultime stagioni sono cresciuti di numero.



Vista la stazza degli abitanti del luogo si capisce che è impossibile coltivare qualcosa senza usare delle protezioni o dei recinti.
Ultimamente sono arrivati nella zona anche moltissimi tassi che scavano buche profonde nella zona boschiva.


L’acqua rimane l’elemento più dannoso della zona. Durante l’alluvione di 2 anni fa il ruscello ha demolito mezzo muro a secco centenario che sostiene la casa.


Questa è una delle prove dei cambiamenti climatici. Le costruzioni perfette erette dai nostri nonni e bisnonni erano fatte per reggere praticamente in eterno ma non riescono ad adattarsi alle condizioni ambientali odierne.
Un'altra piaga della natura sono i cinghiali. Essendo l’unico prato libero della zona questi suini selvatici vengono a nutrirsi proprio qui dove arano intere zone di prato in cerca di chissà cosa. I danni ci mettono anni a inverdirsi nuovamente.


Riescono ad entrare facilmente nei recinti soprattutto nel periodo di maturazione delle mele.


Io per oggi vi lascio e vi auguro buona continuazione. Io mi preparo al periodo più freddo dell’anno.




venerdì 4 gennaio 2019

Val d'Ambra

Ciao a tutti come state? Spero vivamente che le festività stiano andando bene. Qui ha fatto freddo intorno a Natale ma poi è arrivato il vento da nord e oggi c’erano addirittura 15 gradi. Come accade sempre più spesso il freddo vero arriverà a fine gennaio o in febbraio. In giardino tutto è fermo tranne le classiche fioriture invernali come quelle degli ellebori, del calicanto o del ciliegio da fiore che sporadicamente mostra i fiori fino alla vera e propria esplosione in marzo. Anche nell’altro terreno la natura è ferma ma l’inverno mi da la possibilità di fare qualche lavoro di manutenzione alla casa e al terreno, soprattutto dove ci sono le recinzioni con i pali di legno. Al contrario del giardino di perenni, nell’altro terreno è più caldo malgrado l’altitudine sia maggiore. Grazie all’esposizione a sud del bosco la zona non è mai gelida e passeggiarci è sempre un piacere.

In generale il bosco offre sempre il clima perfetto in ogni stagione soprattutto durante le frequenti canicole estive ed è per questo che nelle ferie cerco sempre di trovare qualche luogo nuovo nella regione da visitare.

Quest’estate ho scelto degli itinerari nella zona del Passo del San Gottardo ed una bella mattina calda di luglio sono partito con la paura che il sole caldo mi cuocesse anche sopra i 2000 metri ma mi sbagliavo; una nebbia incredibilmente fitta e un vento gelido hanno reso il viaggio vano. Approfittando dell’ospizio e di una buona colazione ho cercato un tragitto alternativo da percorrere più a sud, lontano dalla zona alpina che oggi non voleva proprio mostrare il sole.

Per caso mi sono imbattuto in un sito internet che parlava della Val d’Ambra e di un sentiero che la percorre interamente compiendo un giro in circolo sui due lati che infine riporta al parcheggio di partenza. Devo dire la verità, prima della partenza non mi aspettavo nulla di particolare visto che dalla cartina non risultavano laghetti o punti dalla vista eccezionale ma il dislivello era poco e quindi favorevole per una passeggiata non così impegnativa.




Dopo circa 45 minuti a piedi dal parcheggio il sentiero diventa pianeggiante e la vista si apre sull’imbocco della valle dove sporadicamente si possono trovare cascine in sasso tipiche della zona.


La valle è molto ripida ma il sentiero è largo, ben tenuto e percorribile facilmente da tutti. A metà del lato nord si riesce a vedere la fine della valle che nei punti più distanti sfocia sulle cime della val Verzasca. Noi però dobbiamo attraversare il fiume ai piedi di quella curiosa montagna al centro.


La percezione è quella di trovarsi in una valle diversa dalle altre che abbiamo nella regione. Le cascine presenti all’inizio vanno a scomparire ma il sentiero rimane largo ed in alcune zone anche pavimentato in sasso. Dopo circa 2 ore di percorso finiamo il sentiero sul lato nord e con sorpresa troviamo il ponte ad arco fatto in pietra che attraversa il fiume a più di venti metri d’altezza. Una costruzione imponente per un tratto di strada che probabilmente non era così percorso nemmeno dai contadini. Un’altra curiosità è costituita dal bosco: sul lato esposto a sud è luminoso, di latifoglie e composto da un fitto sottobosco mentre sul lato esposto a nord sono presenti unicamente conifere. Questo succede prevalentemente per l’esposizione alla luce e alle temperature ma vedere uno stacco del genere solo attraversando un ponte lungo 30 metri è piuttosto impressionante.






Arrivati qui cominciamo il sentiero che torna verso la partenza e dopo circa mezz’ora dal ponte possiamo trovare un bellissimo spazio aperto piano e tre vecchie cascine, praticamente le uniche su questo versante.



Qui ci fermiamo per riposare qualche minuto già entusiasti per la scoperta di questo bellissimo luogo ma poi è arrivato il pezzo forte: uno spettacolare fiume che scorre direttamente sul granito levigato creando molte piscine naturali limpidissime; da vedere assolutamente.



Proseguendo nel bosco di abeti si possono trovare esemplari centenari con dei diametri notevoli.



Verso la fine, con l’abbassarsi di quota, il bosco tende a tornare misto e sopra un bellissimo tratto di sentiero pavimentato in sasso sbuca un faggio secolare con delle spettacolari radici che sembrano state disegnate direttamente sulla roccia.


La camminata, fatta in tranquillità e con diverse fermate, dura circa 5 ore ma il dislivello si aggira sui 300 metri quindi la fatica è minima. La valle è affascinante, offre sempre qualche scorcio interessante, diverse sorprese e tante varietà vegetali, soprattutto nelle strane vene calcari di roccia presenti in mezzo al granito. Io ci tornerò sicuramente in primavera ma consiglio vivamente a tutti quelli che hanno la possibilità di visitare questa bellissima zona, purtroppo ancora poco conosciuta.


sabato 3 novembre 2018

Cambio del clima

Ciao a tutti come state? In questo travagliato periodo autunnale il clima è decisamente cambiato rispetto ai mesi scorsi. Passare dal caldo asciutto a questo freddo molto umido senza nessuna transizione è stato terribile, soprattutto al lavoro dove si è passati dalla maglietta alla mantellina da inverno in poco meno di una settimana. Tralasciando i temporali disastrosi della scorsa settimana direi che la pioggia ha ridato vita ai fiumi e sulle montagne più alte è caduta parecchia neve. Stranamente le temperature sono ancora alte per la stagione e il giardino, rinvigorito dalle piogge, è tutto fiorito e si respira l’aria di una seconda primavera.


Le salvie, gli ultimi aster e gli eupatori la fanno da padroni anche se un po’ ovunque si possono trovare le rabdosie, perenni robuste e vigorose che proprio in queste settimane colorano di blu quasi tutte le aiuole del giardino. È una perenne che dopo qualche anno dall’impianto comincia a disseminarsi molto ma si può moltiplicare anche per talea molto facilmente.

Rabdosia longituba
La gente spesso chiede di avere questo colore blu in giardino perché a quanto pare, l’idea collettiva, è che quel colore sia raro in giardino. In realtà lavorando con le perenni è molto facile trovarlo nelle salvie, delfinium, aconiti ma anche nelle bulbose e in numerose altre specie.


Un colore che spicca particolarmente in questi giorni scuri e umidi è il bianco, soprattutto quello dell’ultima cimicifuga, quella a foglia verde.

Actaea simplex 'White Pearl'
È una perenne piuttosto robusta se piantata con le giuste condizioni: terreno mai troppo asciutto e una mezz’ombra che tiene fresca la base dell’esemplare. Personalmente trovo che messa a dimora in mezzo ad altre essenze perenni riesca a sopportare meglio anche la calura estiva. Se si preferisce invece una fioritura bianca molto più robusta e senza nessun tipo di avversità bisogna usare la margherita giapponese. Si tratta di una margherita autunnale che protrae la sua fioritura fino a novembre inoltrato; spesso va sostenuta con un tutore per via della morbidezza degli steli. È facilissima da riprodurre per talea durante tutto il corso della stagione.

Nipponanthemum nipponicum
All’inizio del giardino anche l’agerato a foglia scura illumina la zona.

Ageratina altissima 'Chocolate'
Un tipico fiore di stagione è il Tricyrtis che ormai si trova in vendita ovunque. Ci sono tantissime specie e varietà che spaziano dal bianco al viola fino al giallo ma dato che sono perenni che spesso e volentieri camminano molto ho dato spazio solo all’hirta di color chiaro. In questo caso fiorisce davanti alla Gillenia che in autunno tinge le sue foglie di arancio.

Tricyrtis hirta
Le graminacee in giardino sono poche ma in questo periodo si nota il bel penniseto a spiga scura. Purtroppo in quella zona non ci sono fioriture autunnali perciò dovrò cambiargli posto per abbinarlo a qualche essenza tardiva.

Pennisetum alopecuroides 'Moudry' 
Tra i più importanti bulbi autunnali ci sono le nerine. Qui fioriscono molto bene ma solo ogni due anni anche se per fortuna un singolo esemplare ha deciso di fiorire anche ora.

Nerine bowdenii
Io per ora vi lascio con due piccole bellezze autunnali. Auguro a voi tutti una buona continuazione.

Spiranthes cernua

Cyclamen hederifolium

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